Per le Comunali lo scenario è diverso rispetto alle ‪#‎Regionali‬.
Alla consultazione di maggio eravamo nel governo uscente, avevamo dei legami di coalizione, di coerenza soprattutto, non a caso siamo stati costretti ad attendere fino all’ultimo che Stefano Caldoro sfogliasse la classica margherita, incerto se riproporsi.

Per Napoli no, non vi sono vincoli di sorta. È per questo che elaboreremo una nostra proposta di governo della città, criteri ben definiti di gestione, che estenderemo ad ogni capoluogo laddove si andrà alle urne, precisando come Area Popolare concepisce l’amministrazione di un ente locale.

L’importante è organizzare delle ‪#‎idee‬ per un programma all’insegna della concretezza. Solo dopo si stipuleranno le intese, si formeranno le coalizioni.

Le organizzazioni a carattere territoriale vanno incluse per come esse sono, senza attendere, come accaduto in passato, che entrino preventivamente a far parte di un partito.

In quanto al candidato sindaco, non è detto che dobbiamo accettare la nomination di un altro partito. Potremmo mettere in campo pure un nostro candidato. La priorità, comunque, è che sia individuato dal ‪#‎territorio‬ e non imposto.

Di fronte al proliferare delle liste civiche, al forte astensionismo ed al dilagante voto di protesta, se il candidato a Napoli lo scelgono a Roma, rischia di andare incontro ad una sonora bocciatura da parte dell’elettorato.

Con il Pd di Renzi l’intesa nasce sui problemi, non c’è una trasposizione automatica dell’alleanza, ma siamo aperti al ‪#‎dialogo‬ ed al confronto. Anche perché altri continuano nei riti ormai superati, in atteggiamenti inattuali, investiture dall’alto. Ed, invece, una candidatura per essere autorevole deve nascere ed essere benedetta dal territorio. Non dalle segreterie dei partiti, nè locali, tantomeno nazionali.

Fonte: Intervista a Il Mattino – 23 ottobre 2015